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acciò le colpe tue seco ti sgravi. 14
CLXXVIII
Veggio le membra del Fattor del cielo
chiavate, ahi lasso, sovra  l duro legno
sparger di sangue un abondante fiume,
per la pietà di cui suoi raggi il sole
piagnendo al mondo ascose, e ancor la terra
tutta si scosse per sì cruda morte. 6
Giammai più indegna, né più ingiusta morte,
da che si volge in tanti giri il cielo,
non vide sovra sé l afflitta terra.
Qual fu ch udisse mai che d alto legno
pendesse quel da cui dipende il sole,
e sangue ed acqua derivar d un fiume? 12
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Letteratura italiana Einaudi
Matteo Bandello - Rime
Queste son l acque del felice fiume,
che purgan l altra macchia che fe morte;
quest è quel sangue, che l eterno sole
sì dolce stilla per condurci al cielo;
queste le piaghe son, che  l santo legno
fan trïonfante nell inferno e  n terra. 18
Qual sarà dunque sì crudel qui in terra,
al cui piagner non cresca ogni gran fiume,
poiché  l figliuol di Dio va sovra il legno
con mille strazii alfin condotto a morte?
Che s ei morì, fu per acciò che  n cielo
di vita a noi risplenda il vivo sole. 24
Puote celar la chiara luce il sole,
e con orrendo tuon tremar la terra,
ed offoscarsi d atra nebbia il cielo,
allor ch aperse l empio ferro il fiume;
e nostre menti così fiera morte
non piegherà dinanzi al ricco legno? 30
Almo, vittorïoso e altiero legno,
fatto bilancia all increato sole
quand ei morì per far morir la morte,
dammi che  l peso della viva terra,
che vaneggiar mi face in riva a un fiume,
la via non mi contenda d ire al cielo. 36
Per te s acquista il ciel, o sacro legno,
che  l sol reggesti in mezzo della terra,
quando il bel fiume vinse nostra morte. 39
CLXXIX
È questo il lieto e avventuroso giorno
fatto da quel che pose in ciel le stelle,
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Letteratura italiana Einaudi
Matteo Bandello - Rime
allor che volle, all apparir dell alba
(quando levò d inferno all atra notte
tant almi spirti), suscitarsi, e  l fine
dar alla legge scritta in dura pietra? 6
Né chiaro fiume uscir di viva pietra,
né nube più s attenda in l aria il giorno,
ch alle carte di Mose è dato il fine,
perché la vera stella delle stelle
levato  l velo dall oscura notte
fiameggiando risorge presso l alba. 12
O veramente fortunata l alba,
che dalla tomba senza mover pietra
vide uscir Cristo e disparir la notte.
Che qual si mostra il sol a mezzo giorno
diedero  l lume le dorate stelle,
il Re del ciel lodando senza fine. 18
Così ne venga alla mia vita il fine,
se ben venisse pria che venga l alba,
perché spero trovar con l alte stelle
la trasparente di giustizia pietra
fatta già sole al glorïoso giorno,
che non vide, né mai vedrà più notte. 24
E s io son ito errando lunga notte
in mezzo l acque né trovai la fine,
che mi scorgesse più tranquillo giorno,
or veggio presso il rosseggiar dell alba,
chi del cor rompe l indurata pietra;
mercé di più benigne e sante stelle. 30
Dunque Tu, cui senza il voler le stelle
non fanno il corso, n alluman la notte,
e la tua Sposa sovra ferma pietra
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Letteratura italiana Einaudi
Matteo Bandello - Rime
fondasti, acciò che duri senza fine,
fa che  n me nasca omai quella chiara alba,
di cui sei fatto sempiterno giorno. 36
Felice giorno e fortunate stelle,
quando la notte nel fuggir dell alba
la viva pietra diede a morte il fine. 39
CLXXX
Poich io parti da quel famoso fiume,
ch assai sovente crebbe al pianger mio,
stommi piagnendo ancor, e sol desìo,
che  n pianto a poco a poco mi consume. 4
Ché senz il dolce, vago e vivo lume,
onde mia morte al primo sguardo uscìo,
che debbo omai più far, ahi lasso, s io
non vuo ch altrui splendor mai più m allume? 8
E fora pur mercé di tanta noia
levar quest alma, né curarsi omai
di quel ch Amor mi dice lusingando. 11
Egli mi giura fuor di tanti guai
voler cavarmi, e farmi star in gioia,
ma non m afferma il traditor il quando. 14
CLXXXI
Alma mia fiamma, ch or da me sì lunge
alla mia lontananza forse pensi,
e quei sospiri d onestate accensi
al ciel ne mandi, com il duol ti punge; 4
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Letteratura italiana Einaudi
Matteo Bandello - Rime
quando vedrò dov ella mura aggiunge
d Ocno il bel Mencio, e sì famoso tiensi,
ch ivi prima arsi e giammai non mi spensi,
sì vivo fuoco Amor al cor mi giunge? 8
Lasso, che raccontando l ore e i giorni,
da ch io dinanzi a te, non alsi ed arsi,
ho di mia vita lungo spazio corso. 11
E veggio ambe le tempie già cangiarsi
bramando indarno il fido mio soccorso,
ch alberga dentro a tuoi begli occhi adorni. 14
CLXXXII
Occhi leggiadri, amorosetti e vaghi,
che  n fuoco mi poneste,
ov ardo e qual fenice mi rinovo, 3
quanto mi giova che per voi s appaghi
il cor, e che si deste
l alma a seguir il lume altiero e novo! 6
Per cui dolcezze i provo
tante e sì dolci che d ambrosia il cibo,
quello che  n voi delibo,
avanza, e quanta mai dolcezza avesse
chiunque Amor per più beato elesse. 11
Ma perché l alma in l incredibil gioia
tutta s immerge ed altro
non cerca, né gustar vuol più diletto, 14
resta la lingua muta, e sì m annoia
che  l viver mio no scaltro,
né  l piacer posso dir quant è perfetto. 17
Ch un vostro solo effetto,
se si potesse con parole dire,
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Matteo Bandello - Rime
farebbe ogni uom gioire;
ed io mostrato a dito ne sarei
detto beato e cinque volte e sei. 22
E pur mi sforzo di vostr alti effetti,
mirabili e divini,
quel poco dirne di ch io son capace. 25
Ai votri raggi, al mondo sol perfetti,
tutti gli altri occhi chini
stanno, così gli abbaglia vostra face. 28
E dov a quelli piace
volger l onesto e fiammeggiante giro,
attorno attorno, in giro,
ride la terra, il mar s acqueta, e l aria
le nubi sgombra ed in seren le varia. 33
Ch esce un splendor da vostre sante luci,
e tanta apporta grazia,
che potrebbe allumar l oscuro inferno. 36
E dove sète voi le scorte e duci
ogni contento spazia,
simile a quel che rende l uomo eterno, 39
tal che per quant i scerno
lume più bel il ciel non mira o copre.
Né credo che s adopre
per far, Natura, cosa mai sì vaga,
ove del mondo tutto  l bel s appaga. 44
Voi sète que begli occhi che donate
del paradiso l arra
chi divoto il vostro lume segue. 47
Sì gaiamente ognora vi girate,
che spesso in voi s inarra
eterna pace, senza guerre o tregue. 50
E tanto si consegue
lieti e gioiosi in vista a contemplarvi,
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Matteo Bandello - Rime
ch eternamente starvi [ Pobierz całość w formacie PDF ]

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